Avvisi Bonari Cartella Esattoriale Agenzia Entrate Riscossione Contenzioso Avvisi Bonari Cartella Esattoriale Agenzia Entrate Riscossione Contenzioso
Il servizio

Ogni contestazione
ha una risposta.

Un avviso di irregolarità non è necessariamente una sconfitta: spesso nasce da errori formali, disallineamenti tra dichiarazioni o dati non correttamente elaborati dall'Amministrazione fiscale. La risposta corretta, nei tempi giusti, può azzerare o ridurre significativamente il debito contestato.

Studio Associato Mastroianni & C. analizza ogni atto ricevuto — avviso bonario, comunicazione di irregolarità ex art. 36-bis o 36-ter, cartella esattoriale, avviso di accertamento — e definisce la strategia ottimale: pagamento ridotto, autotutela, istanza di annullamento o ricorso tributario.

Il nostro obiettivo è tutelare il cliente minimizzando il costo economico e la pressione psicologica di un confronto con il Fisco.

2006
Anno di fondazione
300+
Clienti assistiti
90%
Controversie risolte
Cosa gestiamo

Dalla lettura
alla risoluzione.

01
Analisi avvisi bonari (art. 36-bis e 36-ter TUIR)
02
Risposta a comunicazioni di irregolarità
03
Gestione cartelle esattoriali Agenzia Riscossione
04
Istanze di autotutela e annullamento
05
Richieste di sgravio e sospensione della riscossione
06
Mediazione tributaria e conciliazione
07
Assistenza in caso di accertamento fiscale
08
Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria
Domande frequenti

Hai
domande?

L'avviso bonario (o comunicazione di irregolarità) è un documento con cui l'Agenzia delle Entrate segnala anomalie nella dichiarazione — es. errori di calcolo, versamenti insufficienti, detrazioni non riconosciute — prima di emettere una cartella. Va risposto entro 30 giorni (90 giorni per gli avvisi da controllo formale ex art. 36-ter): si può pagare con riduzione delle sanzioni al 10% o al 20%, oppure presentare documentazione a discarico se i rilievi sono infondati. Ignorarlo trasforma il debito in cartella esattoriale con sanzioni piene.
Il termine per impugnare una cartella esattoriale davanti alla Corte di Giustizia Tributaria (ex Commissione Tributaria Provinciale) è di 60 giorni dalla notifica. Per alcune tipologie di debiti (es. contributi INPS) il termine può essere diverso. Prima di ricorrere è spesso opportuno valutare l'istanza di autotutela — che non ha termini fissi ma può sospendere la riscossione — o la mediazione tributaria obbligatoria per controversie fino a 50.000 euro.
L'autotutela è il potere dell'Amministrazione fiscale di annullare spontaneamente un proprio atto illegittimo o infondato, su istanza del contribuente. Conviene quando l'atto presenta vizi evidenti: prescrizione, duplicazione, errore di persona, calcolo errato. Non interrompe i termini di pagamento né di ricorso, quindi va presentata in parallelo con il pagamento (con riserva) o con il ricorso, a seconda del caso. Dal 2024, con la riforma del contenzioso tributario, l'autotutela è diventata obbligatoria (e non più discrezionale) per alcuni vizi formali gravi.
Se la cartella non viene pagata entro 60 giorni dalla notifica e non viene impugnata né rateizzata, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive: pignoramento dei conti correnti, dello stipendio o della pensione (nei limiti di legge), iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro) e, in casi estremi, espropriazione forzata dei beni. L'iscrizione a ruolo genera anche interessi di mora e spese di riscossione aggiuntive.

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